Modernizzare il patrimonio culturale….

Il patrimonio artistico fatto di musei, di siti archeologici, di gallerie d’arte, di regge, viene oggi visto come qualcosa di “vecchio”, di statico, di freddo, di inalterato. Il più delle volte, quando entriamo in un museo o visitiamo un sito archeologico, ammiriamo sì le opere ma non riusciamo a coglierne tutte le informazioni di quel quadro o di quella scultura o di quel luogo e, una volta usciti, ne ricordiamo la minima parte della nostra visita.

Esempio pratico…

Due esempi pratici… nel visitare un famoso castello e nel vedere tutti gli oggetti e le sale di quella lontana epoca, ne rimango affascinata… ma poi mi chiedo: certo è bellissimo, ma non sarebbe ancora più emozionante vedere e capire veramente come vivevano a quell’epoca e vivere in maniera immersiva la storia di questa fortezza? …Entro in un museo con quadri davvero meravigliosi, vicino ad ogni quadro c’è un papiro sulla storia e posso utilizzare, anche, una guida audiovisiva… sì ma mi piacerebbe entrare dentro a quel quadro per scoprire davvero di più.

Oggi l’utente, a mio parere, ha bisogno di interagire e dialogare con ciò che vede e quindi, il problema principale della cultura è cercare di fare interagire e mettere in connessione il patrimonio del passato con il presente, valorizzando al meglio il patrimonio artistico.

Il ruolo della realtà aumentata e della realtà virtuale…

Per risolvere questi punti la realtà aumentata e quella virtuale giocano assolutamente a favore,  in vari modi e con vari devices e, allo stato attuale, sono sempre di più i musei che si avvicinano a queste realtà usando svariati dispositivi

Certo c’è da fare una premessa, nel senso che, sfortunatamente, il patrimonio artistico viene visto, il più delle volte, dalle istituzioni, come solamente un’appendice per fare soldi e spesso, soprattutto in Italia, i finanziamenti di cui possono usufruire i musei o le gallerie o i siti archeologici o le rocche sono davvero pochi se non addirittura inesistenti. Questo è un punto su cui bisognerebbe davvero lavorare (ma purtroppo non dipende da noi). Un altro aspetto su cui invece possiamo fare chiarezza è la credenza che i progetti di realtà virtuale o di realtà aumentata abbiano dei prezzi stratosferici quando invece non è assolutamente così.

Cosa è possibile fare…

Andando, invece, all’aspetto pratico, con la realtà virtuale ed aumentata è possibile entrare dentro ad un’opera, (che sia un quadro, una scultura, un sito archeologico, una reggia…), vivendo un’esperienza davvero immersiva che faccia cogliere i più piccoli dettagli e le più piccole sfumature, suscitando emozioni, ottenendo tante informazioni aggiuntive, avendo anche la possibilità di confrontare un’opera con un’altra, creando dei percorsi tematici. In questo modo è possibile avere anche un rifacimento del contesto storico e/o ambientale del patrimonio che si sta osservando. Si possono apprendere tecniche lavorative, vivere scene di quotidianità in epoche passate, utilizzare virtualmente oggetti…. Teletrasportare l’utente all’interno del patrimonio artistico e culturale e multidisciplinare.

Altri aspetti da non sottovalutare sono che, attraverso la realtà aumentata e virtuale, si possono colmare anche le varie difficoltà linguistiche di visitatori eterogenei provenienti dalle svariate parti del mondo e anche avere maggiore dinamicità e flessibilità per quanto riguarda orari e file.

Attenzione, la domanda che può venire fuori è che, in questo modo, si sostituisce il lavoro delle guide turistiche… non è assolutamente così, anzi, grazie alla VR e alla AR vi è un arricchimento ed un aggiornamento del loro lavoro.

Come ho già accennato sopra, sono sempre più i musei, le gallerie e i vari siti, che si stanno attrezzando di realtà virtuale e di realtà aumentata (New York, Londra, Milano….) attraverso device che possono essere, per esempio, visori per la VR o per la AR,  smartphone con  varie app che affiancate all’opera fanno venir fuori una miriade di info aggiuntive, i svariati totem…

In fondo il termine cultura deriva dal verbo latino colere, “coltivare”.

 

 

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